29/07/2011

Il varco verso oltre-mondo

fabbrica, magnitogorsk

La fabbrica di orrori se ne stava li, avvolta nella nebbia

non se ne vedeva la mostruosa testa di medusa, tanto era alta.

Ma se ne percepivano bene i tentacoli, che arrivavano a lambire

le mie circonvoluzioni cerebrali con vibrisse tremolanti.

Ero solo davanti al cancello aperto, erano tutti già entrati, inghiottiti

al suo interno, o ero l'unico ad aspettare con tremebonda

rassegnazione di esserne inghiottito?

Dovevo stare ancora sognando; un allucinazione ipnopompica nel dormiveglia

raffigurava in questo modo l'entrata nel mondo dei vivi, come ogni mattina.

Il mio inferno non cominciava con l'ingresso al lavoro, ma con l'affacciarsi al

mondo.Ed il resto?Ed il sonno?Era il nulla.Agognavo il buio, aborrivo la luce.

Non v'era speranza nell'esistenza e non ve ne era nella non-esistenza perchè

appunto in quanto tale, non - era. Reso folle da questo duale paradosso, rimasi

eternamente intrappolato tra i due mondi, ad aspettare una lacerazione, un varco

nel velo che mi permettesse di fuggire. Verso dove non lo so, ne riuscivo ad

immaginarlo.